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L’ULIVO Resto estasiato, nel contemplar l’ulivo dei boschi sovrano, generoso e giulivo Gigante buono, senza tormento Della natura, prezioso ornamento. Così imponente e pur mistico e pio La mole del cielo, quasi a toccare Dio La folta chioma, abbandonata dal vento La foglie al sole, a…luccicar d’argento. Tra i suoi rami… il merlo rifugge al cacciatore Il verso del gufo… scandisce un po’ le ore Il falco in picchiata, sul topo nel fosso La farfalla svolazza, sul papavero rosso. Nel tronco incavo, a sé accoglie teneramente La volpe, il coniglio, il riccio e il serpente Il mirto e il timo, s’adagiano alla sua ombra Il grillo in concerto… ed è già notte fonda. Quei suoi frutti… maturi, scuri, preziosi Spremuti daranno… olii odorosi. Non teme il fulmine, né la tempesta Alla pioggia porge…la livrea in festa. Sarà sereno, quando il boscaiolo Lo abbatterà, con un colpo solo Vivrà effimero, nel fuoco d’un camino Il suo tepore… scalderà un bambino. Prego il Signore… che dalla sua radice Risorga un’umanità, più giusta e felice Senza ingiustizie, povertà e guerre In pace come ulivi, nella nuda terra. A dondolarsi al vento, e a scaldarsi al sole e… con la propria ombra. Proteggere la prole possa un giorno io, trovar la meta all’ ombra dell’ulivo e vivere d’asceta goder della sua pace, pregare e mediante in Te Signore…la fede ritrovare Lorenzo Martina (gennaio 2010)
Albero Barone (masseria Fellicche) |
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Descrizione: Un'escursione prettamente storico-culturale verrà proposta domenica 21 novembre in un territorio a cavallo di due importanti Comuni ricchi di storia, quello di Copertino e quello di
Nardò. Il percorso ci farà riscoprire l’architettura rurale che, assieme ai muretti a secco e ai
Furnieddhi, sono l'elemento caratterizzante del paesaggio agrario
salentino. Le masserie fortificate si ergono nella piatta campagna salentina contrassegnandola con la loro tipica architettura difensiva. Costruite
tra il XVI e il XVIII secolo, costituiscono un esempio di archeologia contadina e celano gli usi e i costumi di una civiltà che
va ineluttabilmente scomparendo. Molte di esse, benché abbandonate
(ma moltissime si stanno recuperando dal degrado), sono la dimostrazione
del livello raggiunto dall'artigianato della pietra, del ferro e del
legno contenuto nei dettagli d’arredo e decorativi sparsi
all’interno ed all’esterno del complesso masserizio.La costruzione di una masseria fortificata si
sviluppa attorno all'elemento principale ossia la torre perché la loro
funzione principale era quella di poter comunicare con le torri
dislocate lungo la costa, poste a guardia del mare da cui arrivavano le
temute scorrerie dei pirati.L’elemento turrito ha la forma generalmente di
prisma e raramente circolare, ha due piani ed è dotata di caditoie
e piombatoi; la sua possanza è determinata dallo
spessore dei muri (fino a quattro metri) nonché dall'altezza (anche 16
metri). Il piano terra è accessibile attraverso una porta robustissima
di legno, sovrastata da apposito architrave; il locale presenta una
volta a botte ed era usato sia come luogo di conservazione dei prodotti
sia come cucina. Nella volta di questo piano terra si apre una botola
che, tramite una scala a pioli retraibile, conduce al primo piano dove,
in genere, si trovano due locali comunicanti tra loro, dotati di camini:
fungevano da abitazione del massaro e da deposito non soltanto
dei beni di maggior valore, come le provviste alimentari, ma anche delle
armi necessarie alla difesa. Un'altra botola nel soffitto conduceva alla
terrazza della torre da dove si scrutava l’orizzonte e,
all’occorrenza, si conducevano le varie manovre difensive. Adiacente alla torre si sviluppa un esteso
cortile, la curte, chiuso da muri, alti anche quattro metri,
in cui si distribuiscono i ricoveri per gli animali insieme alle stalle
(per i bovini), i capanni per gli attrezzi agricoli, le abitazioni per
il personale bracciantile, oltre a fienili, granai, pollai, magazzini
vari, la cisterna, il pozzo coi relativi abbeveratoi. In qualche masseria più grande vi è la
presenza anche della colombaia (per la pregiata carne del colombo ed il
letame), il palmento, il trappeto sotterraneo e la chiesetta. E' un itinerario che proponiamo in tutti i periodi dell'anno, anche se si consiglia la primavera e l'autunno; la primavera per l’esplosione dei colori e dei profumi provenienti dai campi; l'autunno per la vendemmia e per la raccolta delle olive. Santa
Maria di Casole I primi
documenti che attestano l’esistenza di questo casale risalgono al
1274. Tuttavia, l’agglomerato rurale, distante dalla Cittadella circa
tre miglia , era sorto prima dell’anno Mille ad opera dei monaci
bizantini la cui presenza consentì lo sviluppo di un villaggio pressochè
autonomo. Approfondimenti :
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