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Domenica 28 agosto 2011
“Muro Maurizio e le Terme di Malvindi”
Le Terme Romane di Malvindi: Il complesso, già noto all’inizio del secolo scorso, nel 1986 è stato oggetto di un’indagine che ha rivelato quattro ambienti interessati da due fasi costruttive: una attribuibile agli inizi del I secolo dopo Cristo, l’altra ai secoli III – IV dopo Cristo.
Sono stati individuati: il calidarium, una sala, dove si facevano bagni caldi, riscaldata attraverso un sistema che faceva salire il calore da un impianto posto sotto il pavimento; il
tepidarium, una sala riscaldata che costituiva il passaggio intermedio tra bagno caldo e bagno freddo, e il
frigidarium, dove si prendeva il bagno freddo, in cui sono stati rinvenuti i resti di una vasca. Un altro vano, utilizzato prima come ambiente riscaldato, venne successivamente destinato ad ambiente di servizio. Gli scavi hanno pure messo in luce, nel
tepidarium, un pavimento a mosaico, costituito da tessere in pietra calcarea bianca e poche tessere in pietra nera, recante al centro una lastra di marmo bianco con venature in grigio. Il mosaico è conservato presso il Museo archeologico. Quello di
Malvindi, per le sue dimensioni e la sua posizione, fa pensare ad un complesso pubblico in un contesto rurale, insieme punto di riferimento per un territorio piuttosto vasto e probabile punto di sosta lungo una importante via. L’impianto, infatti, si trovava nei pressi di una strada utilizzata come alternativa alla via Appia per raggiungere Otranto da Brindisi.
Muro Maurizio: E’ tuttora visibile, specialmente dal lato sud, il ciglione che fortificava l'area, mentre ad ovest e a nord-est essa è riconoscibile dai numerosi frammenti di ceramica disseminati in superficie. Testimonianze risalenti all'età del ferro sono state riscontrate nella zona est, ed un insediamento neolitico è stato rintracciato a sud-ovest. Numerosi recipienti in terracotta, risalenti all’età del ferro, sono conservati nel museo archeologico, dov’è anche collocata un’iscrizione messapica proveniente da quest’area. L'area è stata, quindi, abitata in varie riprese; la massima espansione della popolazione sembra che sia stata raggiunta, anche in questo insediamento, tra il IV e il III secolo a.C. Muro Maurizio era collegato con altri villaggi
messapici, tra cui Mesagne e Muro Tenente, ma anche con quello scoperto recentemente in contrada Li Castelli.